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UE: procedura di infrazione all'Italia
Per la mancata presentazione del piano per le emissioni

"Il Governo dovrebbe pensare di più a mantenere l’impegno preso sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica nel nostro Paese, facendo seguire alle tante parole spese provvedimenti concreti".

Così Roberto Della Seta, Presidente Nazionale di Legambiente, commenta la notizia sulla procedure di infrazione aperta dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia. La causa sarebbe il mancato invio del piano nazionale per le emissioni.

"L’Italia - ha aggiunto Della Seta - deve accelerare le azioni concrete dando il suo contributo. La ricetta è sempre la stessa: fonti rinnovabili, risparmio energetico e diversi sistemi di trasporto".

Dati alla mano, un maggiore investimento nelle energie pulite consentirebbe non solo di raggiungere l’obiettivo di ridurre del 6,5 percento le emissioni di anidride carbonica, ma anche di dimezzare nell’arco di vent’anni la dipendenza dell’Italia dal petrolio e di risparmiare oltre 77,5 miliardi di euro.

"La procedura di infrazione - ha concluso Della Seta - era un provvedimento atteso e la Commissaria Wallstrom aveva avverito l’Italia proprio all’indomani della scadenza. Inoltre non dobbiamo dimenticare che le emissioni di gas climalteranti nel nostro Paese hanno superato i 545 milioni di tonnellate nel 2001. Rispetto ai 508 milioni di tonnellate del 1990 c’è addirittura una crescita del 7,3 percento che smentisce seccamente l’obiettivo che l’Italia si era data aderendo al protocollo di Kyoto: ridurre le emissioni del 6,5 percento. Nello stesso periodo il Regno Unito ha ridotto le sue emissioni del 12,4 percento e la Germania addirittura del 17,7. Servono sforzi fattivi per non perdere la faccia in Europa e raggiungere gli obiettivi della ratifica".

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