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Protocollo di Kyoto: la
Russia ratifica "Con l’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto si potranno finalmente definire tutti i dettagli operativi del documento, rimasti per troppo tempo in sospeso". Roberto Della Seta, Presidente Nazionale di Legambiente ha così commentato la firma di Putin alla legge di ratifica del protocollo di Kyoto. Dopo il sì della Duma russa alla ratifica del protocollo di Kyoto e la firma di Putin scatterà finalmente la fase operativa dell’accordo internazionale per la riduzione di gas serra, dato che è stata raggiunta e superata del 6,6% la percentuale del 55% delle emissioni necessarie alla sua entrata in vigore. "Saranno allora disponibili sul mercato internazionale le quote di emissioni di Russia e Ucraina - ha dichiarato Roberto Della Seta, Presidente Nazionale di Legambiente - di fatto le uniche grandi esportatrici di crediti di emissione dei paesi dell’annesso 1. Quanto costeranno ai Paesi Ue i diritti di emissione per adeguarsi ai piani nazionali di assegnazione è però ancora da vedere. Quest’anno il prezzo di mercato ha oscillato sui 10 euro a tonnellata di gas serra, ma questo valore è ora destinato a crescere rapidamente, poiché il Governo russo ha più volte dichiarato di voler vendere i propri diritti di emissione tra i 70 e i 100 dollari a tonnellata". "È inoltre ancora difficile fare stime sulla multa che sarà decisa a livello mondiale quando il protocollo entrerà in vigore. Certo è che l’Italia non pagherà poco le proprie scelte - ha aggiunto - visto che, anziché ridurre le proprie emissioni, le ha viste aumentare del 9% rispetto ai livelli del 1990 e nel piano nazionale di assegnazione delle quote di emissioni prevede di aumentarle". Secondo il piano presentato dal Governo a Luglio scorso, in adempimento alla direttiva europea sullo scambio delle emissioni, il nostro Paese supererà di quasi 100 milioni di tonnellate gli obiettivi fissati. "Assumendo allora un valore della tonnellata di anidride carbonica compreso tra 20 e 50 euro - ha concluso Della Seta - il mancato rispetto di Kyoto potrebbe costare all’Italia tra i 2 e i 5 miliardi di euro l’anno tra il 2008 e il 2012. Più si allungheranno i tempi di adeguamento, più caro sarà il prezzo da pagare. Non rivedere la politica energetica del Paese è un vero suicidio". |
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