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Kyoto: Ue vicina agli obiettivi, l'Italia no
Urgente un cambio di rotta nella nostra politica energetica

"È probabile che l'Unione Europea ce la faccia, malgrado l’Italia".

Così Roberto Della Seta, Presidente di Legambiente, ha commentato i dati e le previsioni presentati dall’Agenzia europea dell’Ambiente sulla realizzazione degli impegni di Kyoto.

"Mancano solo sei anni al 2010, la scadenza fissata dal Protocollo per la riduzione delle emissioni - ha aggiunto Della Seta - ed è impressionante il divario tra le previsioni di riduzione a seconda che le politiche energetiche rimangano invariate o vengano invece messe in atto misure supplementari in ogni Paese. Numeri alla mano, è comunque certo che l’Italia detiene la maglia nera dei grandi Paesi europei per la lotta alle emissioni climalteranti".

Per il 2010, l’obiettivo indicato dal protocollo per la UE dei 15 è una riduzione complessiva dell’8% e, anche senza far ricorso a misure aggiuntive, complessivamente l’Europa ce l’ha quasi fatta: le previsioni si attestano sul 7%, con un solo punto percentuale in meno rispetto all’obiettivo indicato dal Protocollo. Qualora si adottassero misure e politiche supplementari, invece, per centrare l’obiettivo alla UE mancherebbe solo lo 0,3%.

Ben diversa la musica per l’Italia, che dovrebbe ridurre le proprie emissioni del 6,5% e, se non modificherà il trend attuale, le vedrà invece aumentare quasi del 4%, sforando di oltre il 10% gli obiettivi previsti.

"Siamo ultimi tra i grandi Paesi europei - ha concluso Della Seta - abbiamo installati un quindicesimo dei megawatt eolici della Germania e un decimo dei pannelli solari. Mentre altrove si investe in efficienza energetica e in fonti rinnovabili, da noi si punta sul ritorno al carbone. O il Governo italiano imprimerà una svolta radicale agli indirizzi di politica energetica oppure, non solo resteremo ai margini del processo di Kyoto, ma perderemo definitivamente un decisiva occasione competitiva".

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