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Tante le specie a rischio nel nostro mare
Non solo datteri: a Giannutri sub pescano in area protetta

Datteri di mare, ma anche stelle marine, ricci diadema, posidonia, cavallucci e tartarughe marine e ancora ciprea, gorgonia rossa, falso corallo, merletto di mare, tursiope, tonno rosso, squalo bianco, cernia bruna. Sono molte le specie dei nostri mari che anche quest’anno si vedono minacciate da bracconieri e speculatori senza scrupoli e la cronaca in piena estate ce ne dà triste conferma. Proprio nei giorni scorsi due subacquei hanno fatto strage di pesci nell’Isola di Giannutri, in piena Area Marina Protetta, nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, dove è vietata qualsiasi tipo di pesca. Lo scorso mese Goletta Verde aveva avvistato e denunciato, grazie alla collaborazione di alcuni sub, una barca di pescatori di frodo di corallo che, indisturbati, operavano sotto costa proprio davanti alla scogliera di S. Angelo a Ischia. Ma l’allarme è scattato a Giannutri anche per un altro tipo di pesca proibita, dannosissima, ma molto redditizia: quella ai datteri di mare, molluschi bivalvi perforatori che colonizzano le rocce calcaree fino a 35 metri di profondità. La loro cattura infatti provoca la distruzione delle scogliere: i datteri vengono raccolti spaccando e sminuzzando la roccia con picconi e scalpelli, così viene rimossa completamente la copertura biologica dei substrati duri superficiali e si desertificano i fondali.

"Quello che è accaduto a Giannutri - ha dichiarato Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente - è intollerabile e criminale, soprattutto in un’isola che è Zona di Protezione Speciale, Sito di Interesse Comunitario, Sito di Importanza Regionale che, a terra ed a mare, dovrebbe essere protetta dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano".

La pesca del dattero è vietata dal 1988 e successivamente ne è stata bandita anche la commercializzazione e ogni forma di importazione. Dunque chi pesca e commercia datteri di mare è di sicuro fuori legge. Ogni consumatore di datteri contribuisce a questo scempio: per un piatto di linguine ai datteri si distrugge un quadrato di fondale di 33 centrimetri di lato. Ogni anno in Italia vengono raccolte illegalmente tra le 80 e le 180 tonnellate di datteri, equivalenti a 4-9 ettari di fondali desertificati.

"Occorre garantire - ha aggiunto Ferrante - una sorveglianza certa e costante a mare ed a terra. Il Ministero dell’Ambiente deve finalmente cominciare ad assumersi le responsabilità che derivano dall’aver deciso che Giannutri è un luogo meritevole di tutela e protezione e che, prorio per questo, è stato inserito nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano".

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