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Produzione rifiuti: maglia
nera all'Italia "Nessuna sorpresa sui risultati dell’indagine Iswa. Per superare la logica del solo smaltimento in discarica, in Italia si tende a invertire l’ordine degli addendi e il risultato non è lo stesso. Se infatti si portasse al massimo la raccolta differenziata si potrebbe chiudere il ciclo con l’incenerimento, ma nel nostro Paese si ragiona al contrario". Così Roberto Della Seta, Presidente Nazionale di Legambiente, ha commentato la pagella consegnata al nostro Paese dall’associazione internazionale per i rifiuti solidi. "Portare al massimo la raccolta differenziata - ha aggiunto - significa arrivare a una percentuale del 45-50%. A questo punto sarebbe anche plausibile un discorso di affiancamento dell’inceneritore per smaltire parte del restante. Ma purtroppo nel nostro Paese c’è tutta un’altra musica". Basti pensare che in Sicilia si prevede la realizzazione di ben 4 siti d’incenerimento che arriverebbero a bruciare almeno l’80% dei rifiuti prodotti. In Abruzzo sono addirittura 3 gli inceneritori previsti per una regione che conta appena 1.200.000 abitanti. Nel Lazio, invece, gli inceneritori presenti sono già 2, ma se ne vorrebbero costruire altri 5. A Milano si lavora per costruirne un secondo che brucerebbe ben 1.400 tonnellate di spazzatura al giorno. In alcuni casi addirittura si predilige un ritorno al passato piuttosto che uno sforzo per una gestione sostenibile dei rifiuti: nella provincia di Genova si sta formalizzando una proposta per un inceneritore che bruci non il cdr (combustibile derivato dai rifiuti), bensì il tal quale. Ma si inizia a parlarne anche a Torino. "Con queste premesse - ha concluso Della Seta - è chiaro che l’Italia è destinata a restare l’ultima ruota del carro: se in termini di smaltimento dei rifiuti si parte dall’incenerimento si arriverà a smaltirne gran parte con questa soluzione che comunque richiede tre anni per la costruzione e la messa a regime dell’impianto, mentre nel frattempo le discariche in via d’esaurimento andranno al collasso e, come avviene ogni anno, l’Italia si troverà in emergenza. Legambiente ritiene che la soluzione più immediata per ridurre i quantitativi di conferimento in discarica sia l’attivazione di raccolte differenziate domiciliari, per garantire una volta per tutte una vera soluzione all’emergenza". |
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