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Sardegna: stop al cemento
sul litorale "Apprendiamo con soddisfazione che finalmente la Giunta Regionale adotta un provvedimento a tutela del paesaggio costiero della Sardegna che per tre mesi bloccherà qualsiasi progetto di edificazione sulle coste in attesa di un Piano Paesistico Regionale". Così Vincenzo Tiana, Presidente di Legambiente Sardegna, ha commentato la decisione presa dalla Giunta Regionale Sarda di porre il vincolo di inedificabilità a 2 km dalla costa. La giunta Soru prende dunque una decisione coraggiosa affrontando con determinazione il vuoto normativo creato in Sardegna dopo il primo annullamento dei piani paesistici territoriali del 1998 da parte del Consiglio di Stato. Già allora Legambiente cominciò a sollecitare la Giunta perché impedisse la cementificazione selvaggia dei litorali sardi. "Questa decisione - ha aggiunto Tiana - rende merito alla nuova amministrazione regionale, ma anche ai "Sindaci delle regole", quelle 19 amministrazioni comunali più solerti delle altre nella pianificazione del proprio territorio che hanno approvato il piano urbanistico comunale in conformità dei piani territoriali paesistici del 1993 e per le quali non sarà applicato il nuovo vincolo". "Esprimiamo un plauso - ha concluso - a questo provvedimento che blocca progetti devastanti per il territorio come quelli di Costa Turchese, Monti Russu, Is Arenas e Capo Malfatano e speriamo che serva ad impedire anche l’ampliamento della base militare della Maddalena". "La decisione della Giunta Regionale Sarda - ha dichiarato Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente - rappresenta un episodio in controtendenza rispetto a tante politiche di saccheggio del territorio portate avanti in questi anni, sia nazionalmente che localmente, un vero e proprio schiaffo a chi pretendeva di disporre della terra di Sardegna come fosse la periferia edificabile di Milano. La scorpacciata di cemento degli anni scorsi, stimolata dai vari provvedimenti di condono edilizio, non è servita ad evitare una delle più catastrofiche crisi turistiche degli ultimi decenni. Non è con il cemento, abusivo o meno, che si restituisce competitività al nostro Paese, ma con politiche serie di tutela e valorizzazione delle nostre risorse migliori, a cominciare dall’ambiente e dal paesaggio. Il cemento banalizza e rende un tratto di costa sarda, unico e irripetibile, simile a migliaia di chilometri costieri in giro per il mondo. Questo provvedimento tutela invece l’unicità della costa sarda e le coste uniche sono quelle più preziose". |
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