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Servitù militari via dalla Sardegna
Imboccata la strada giusta, primo obiettivo la bonifica

"Una scelta sensata per il futuro della Sardegna. Il Ministero della Difesa ha imboccato la strada che da tempo le associazioni ambientaliste e la Presidenza della Regione Sardegna indicavano. Ora non bisogna perdere altro tempo: si convochi subito a Gennaio un tavolo tra Governo e Regione per studiare dei seri progetti alternativi a cominciare dalla bonifica delle aree inquinate dalle esercitazioni militari".

Così Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, ha commentato le dichiarazioni del sottosegretario della Difesa Cicu sul destino delle servitù militari in Sardegna.

"Puntare sulla vocazione turistica della Regione - ha aggiunto Della Seta - recuperando decine di migliala di ettari di territorio pregiato, farebbe della Sardegna la regione a più alta valenza naturalistica del nostro Paese che già oggi può contare su due parchi nazionali e cinque aree marine protette".

Da tempo Legambiente Sardegna è impegnata sul riconoscimento del danno ambientale derivante dalle esercitazioni militari. Sui fondali prospicienti il poligono di Salto di Quirra giacciono migliaia di proiettili inesplosi che rappresentano un pericolo per la salute umana, un danno per l’attività di pesca e per l’intero ecosistema.

"Avviare una seria attività di bonifica dei siti contaminati è sicuramente il primo obiettivo che il Governo dovrà perseguire - ha commentato Vincenzo Tiana, Presidente di Legambiente Sardegna - e per questo potrebbero essere già impiegate le risorse umane e le competenze accumulate nel corso di trent’anni di servitù militari. Secondo quanto dichiarato dagli stessi artificieri dell’esercito occorrerebbero 15 anni per bonificare il solo sito di Capo Teulada per un costo complessivo stimato intorno a 27 milioni di euro".

Sono quattro le principali aree soggette a servitù militari in Sardegna oggetto del dibattito avviato dal sottosegretario della Difesa Cicu. Accanto alla base USA della Maddalena c’è la Base di Capo Frasca, nel Golfo di Oristano, il poligono di tiro di Capo Teulada e quello di Salto di Quirra, il più grande del nostro Paese con oltre 20.000 ettari utilizzati per esercitazioni missilistiche.

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