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Un terzo delle scuole non
è a norma "Un terzo delle scuole italiane non è a norma e spesso si tratta di strutture perfino fatiscenti, la finanziaria risponde con 10 miseri milioni di euro destinati all’edilizia scolastica. L’anagrafe edilizia è fondamentale e doveva entrare in funzione già anni fa - ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, responsabile scuola di Legambiente - ma serve anche uno sforzo maggiore per la manutenzione, visto che rimane desolante il panorama fornito dalla sicurezza delle strutture edilizie". Come ha rilevato l’indagine "Ecosistema Scuola" di Legambiente, il patrimonio edilizio scolastico non è molto vecchio, anzi, solo il 50% degli edifici risulta costruito prima del 1965, eppure cresce il numero di quelli che hanno bisogno di manutenzione, passando dal 22,4% dello scorso anno al 38% di quest’anno, dato ancor più preoccupante se si pensa che nello stesso tempo aumentano le scuole che hanno già goduto di manutenzione straordinaria negli ultimi cinque anni (dal 42% a circa il 45%). Soprattutto non sembrano avviati a soluzione i problemi che riguardano la sicurezza ambientale. È ancora molto alto il numero di edifici che si trovano in zona sismica (21,30%) e il 57,1% non è in possesso del certificato di agibilità statica e di agibilità igienico sanitaria (come risulta anche da un’indagine MIUR), il 73,2% non ha il certificato di prevenzione incendi, il 37% manca di scale di sicurezza e il 20,6% di porte antipanico. Inoltre troviamo la preoccupante situazione degli edifici scolastici che si trovano in prossimità di fonti di inquinamento, quali aree industriali (8,85%), antenne radio televisive (6,91%), strutture militari come polveriere e radar (1,89%), aeroporti (1,53%), discariche (0,56%) ed elettrodotti ad alta tensione (4,34%), mentre aumenta anche il numero di scuole che si trovano a meno di 60 metri da distributori di benzina (1,30%). "È evidente - ha aggiunto Cogliati Dezza - che la scadenza del 31 Dicembre 2004 imposta agli Enti Locali per la messa a norma di tutti gli edifici scolastici difficilmente potrà essere rispettata in un contesto di riduzione continua dei trasferimenti di fondi dallo Stato agli Enti Locali". |
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