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Acqua minerale in bottiglie monodose
Si rischia un ingente aumento di plastica da smaltire

"Servire l’acqua nei bar in maniera sigillata e monodose potrebbe aprire le porte ad un nuovo business, ad un inevitabile rincaro di un bene pubblico, sempre più privatizzato. Senza contare l’ingente aumento di materiale da imballaggio che dovrà essere smaltito".

Questo il secco commento di Legambiente al Decreto del Ministro delle Attività Produttive che prevede l’obbligo per i locali pubblici, a partire dal mese di Luglio, di servire acqua minerale solo in bottiglie sigillate. Da qui la necessità di introdurre sul mercato la bottiglia monodose.

Una interpretazione errata del nuovo Decreto potrebbe rafforzare ancora di più la cultura del bere solo acqua in bottiglia, eliminando la classica caraffa. In Italia nonostante l’abbondanza di acqua di sorgente e di falda di buona qualità si sta riducendo sempre di più il consumo dell’acqua di rubinetto.

La tutela alla salute dei cittadini, che è alla base del decreto, non deve diventare un pretesto per cancellare l’accesso al bere per tutti e incrementare i profitti delle multinazionali delle bollicine. Senza considerare che al momento dell’attivazione pratica del decreto ci troveremo con una quantità enorme di materiale (plastica) da imballaggio e di risulta da avviare a smaltimento a spese della comunità per i profitti di pochi, contro un diritto di tutti.

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