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Inchiesta sui lavori della A3: 13 arresti
La Salerno-Reggio Calabria sempre più autostrada dei boss

"Lo dicono le indagini. Lo denunciano i sindacati e le relazioni parlamentari. Lo confermano. Si chiama A3 ma è sempre più l’autostrada dei boss".

Legambiente ha così commentato i 13 arresti effettuati a Salerno per i lavori sulla Napoli-Salerno-Reggio Calabria.

"La sistematica capacità di penetrazione della criminalità organizzata negli appalti pubblici - ha denunciato Michele Buonomo, Presidente Legambiente Campania - da anni denunciata nei nostri annuali rapporti sull’ecomafia evidenzia il rischio elevato che la stagione della significativa infrastrutturazione, che tutti auspicano per il salernitano, si tradurrebbe in una grande operazione di riciclaggio di denaro sporco e di un grande rafforzamento della camorra sull’intero territorio".

"In gioco comunque, non ci sono soltanto gli appalti. L’altro fronte del business sui lavori dell’autostrada salernitana riguarda il settore cave. Attraverso le attività estrattive, infatti, si può realizzare il maggior margine di guadagno sull’intera operazione della terza corsia. Con innegabile interesse, diretto o trasversale, della camorra. Basta vedere quelle montagne con i "buchi", che sembrano pezzi di gruviera nel verde della piana del Sele, per rendersi conto del disastro ambientale, ma anche di come le imprese abbiano macinato denaro più delle pietre che fornivano quotidianamente ai lavori autostradali. La camorra ed il degrado ambientale, come sempre, vanno a braccetto. E hanno trasformato la provincia di Salerno, dopo quella di Massa Carrara, in uno dei territori con la più alta incidenza di cave del nostro Paese".

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