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Santa Caterina: i mondiali
della vergogna Una nuova pesante "tegola" è quella abbattutasi sull’organizzazione lombarda dei "Mondiali di Sci" di Bormio. E ad inviarla questa volta è la Commissione Europea, che a Bruxelles ha finalmente pronunciato il suo giudizio in merito al ricorso presentato da Legambiente contro la grave aggressione al Parco Nazionale. Nello specifico il reclamo è nei confronti della pista "Deborah Compagnoni" allestita a Santa Caterina Valfurva per le gare femminili da discesa dei Mondiali di Sci "Bormio 2005". Dopo la "messa in mora" e il successivo "avviso motivato" inviato dalla Commissione alle autorità italiane, la Commissione Europea ha deciso di deferire il nostro Paese alla Corte di Giustizia Europea per la violazione del diritto comunitario in merito alla realizzazione delle opere che hanno comportato il taglio del bosco e pesanti sbancamenti e demolizioni di suolo e rocce all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, una "Zona di Protezione Speciale". "La cattiva e frettolosa progettazione, l’elusione delle norme nazionali e comunitarie, l’indifferenza nei confronti della vulnerabilità di ambienti alpini protetti hanno messo in pessima luce fin da subito le istituzioni lombarde e locali che hanno lavorato alla preparazione dei Mondiali di Sci del 2005. La decisione della Commissione - ha dichiarato Damiano Di Simine, responsabile dell’Osservatorio Alpi di Legambiente - conferma la gravità di comportamenti da noi denunciati, riguardo ai quali abbiamo da sempre messo in guardia le istituzioni locali, la Regione e lo stesso Parco Nazionale. Purtroppo l’arroganza e l’indisponibilità a confrontarsi, discutere e modificare i progetti alla luce delle esigenze di tutela dell’area protetta ha determinato un risultato che è sotto gli occhi di tutti: una pessima figura internazionale per il nostro Paese". |
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