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Riforma europea della chimica
Ambientalisti preoccupati per le manovre in corso

Legambiente, WWF e Greenpeace esprimono forte preoccupazione per le manovre in corso da parte delle industrie chimiche per rendere inefficace REACH, il nuovo regolamento europeo delle sostanze chimiche. Pressioni da parte delle industrie sono state denunciate in una conferenza stampa a Bruxelles anche dal relatore della Riforma al Parlamento Europeo, l’italiano Guido Sacconi. Gli ambientalisti temono che il comportamento aggressivo delle industrie porti a concessioni basate più sulle minacce che su prove reali che la riforma possa davvero danneggiare le aziende. Anzi, ormai si moltiplicano gli studi che dicono esattamente il contrario, i benefici della riforma per la società, oltre a quelli inestimabili per la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, saranno di gran lunga superiori ai costi.

Se la riforma dovesse essere annacquata, esiste il forte rischio che i vuoti dell’attuale legislazione, che ha dimostrato di non garantire la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, non vengano colmati. WWF, Legambiente e Greenpeace ritengono particolarmente inaccettabile le proposte tese a imporre la cosiddetta "prioritarizzazione basata sul rischio", che porterebbe ad attenuare l’efficacia della riforma sulle sostanze da 1 a 10 tonnellate, due terzi di tutte le sostanze chimiche coinvolte nel regolamento. Gli ambientalisti ritengono necessario mantenere il principio che non c’è mercato per le sostanze per le quali non sono disponibili dati sulla sicurezza; che l’onere della prova che le sostanze siano dannose per la salute e per l’ambiente debba essere dell’industria, e non delle autorità; che non debbano esserci ritardi nella raccolta dei dati sulla sicurezza; che vadano mantenuti gli standard di sicurezza anche per le nuove sostanze; che vada aumentata, non diminuita la protezione per i consumatori, i lavoratori e l’ambiente. Gli ambientalisti ritengono poi irrinunciabile che il regolamento REACH preveda l’obbligo di sostituzione delle sostanze ad alto rischio con altre più sicure: è un’elementare regola di buon senso e di garanzia per i cittadini, una riforma che non la prevedesse sarebbe davvero una riforma zoppa, una grave responsabilità per tutti gli europarlamentari e i Governi. WWF, Legambiente e Greenpeace informeranno i cittadini sull’atteggiamento tenuto dai singoli europarlamentari, e non sulla base delle dichiarazioni di facciata, ma su quella degli emendamenti effettivamente presentati e dei voti.

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