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Festa Nazionale dei Piccoli
Comuni Una festa con decine di migliaia di invitati in oltre 1.600 piccoli comuni con centinaia di iniziative differenti. E un solo festeggiato: l’orgoglio di questi piccoli centri di essere parte della storia e dell’identità dell’Italia, e di partecipare attivamente al suo futuro. Voler Bene all’Italia, la festa nazionale dei Piccoli Comuni, promossa per il secondo anno da Legambiente sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica è proprio questo: un’Italian pride, una giornata dell’orgoglio italiano. Dal nord al sud della penisola, un comune italiano su cinque (più di 1.600 in totale) ha accettato l’invito di Ermete Realacci e del vasto comitato promotore da lui presieduto - che da Legambiente a Coldiretti, dall’Anci al Corpo Forestale, all’Arci, da Federparchi a Confcommercio attraversa e tiene insieme una fetta larghissima delle forze produttive e sociali del Paese - e ha spalancato le sue porte ai visitatori. Da Castelmezzo (Pz) a Giffoni Sei Casali (Sa), da Filattiera (Ms) a Varese Ligure (Sp) a Pedevana (Bl), da Fumare (Vr) ad Accadia (Fg): degustazioni, visite guidate, percorsi naturalistici, mostre, e poi musica, sagre, spettacoli e a mezzogiorno, nelle principali piazze, l’inno nazionale suonato dalla banda del paese. Appuntamento clou a Ravello, capitale per un giorno dell’Italia di qualità: dove Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e presidente del comitato promotore dell’iniziativa, è stato ospite di Secondo Amalfitano, Sindaco del comune della costiera e Presidente della Consulta Anci per i piccoli comuni. "Un comune su cinque ha detto sì a Voler bene all’Italia. E hanno partecipato anche comunità montane, aree protette, province: l’adesione a questa giornata di festa dedicata ai piccoli comuni - ha raccontato Ermete Realacci - è stata grandissima, impressionante. È il sintomo dell’energia, della voglia di partecipare, delle passioni e della fantasia che animano queste comunità. Questi comuni sono l’immagine dell’identità italiana: i paesaggi, il patrimonio artistico, i segni della storia, le tradizioni, la cultura enogastronomica, lo stile di vita, la convivialità. E sono sempre più spesso anche il laboratorio di un nuovo made in Italy: di attività che puntano all’eccellenza e la raggiungono mettendo l’innovazione al servizio del territorio e della tradizione, che usano le nuove tecnologie per rinnovare saperi antichi e raggiungere mercati lontani. Di imprese che della comunità e del territorio hanno fatto una delle materie prime più preziose. Quello andato in scena in tutto il Belpaese è stato una sorta di Italian pride: perché questi borghi, queste comunità raccolgono quello che ci rende orgogliosi di essere italiani". |
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