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Dolomiti nel patrimonio
dell'Unesco "La sfida del marchio Unesco sull’intera regione dolomitica ha senso solo se si punta a uno scenario di autentica eccellenza ambientale, adottando politiche coerenti con la straordinarietà di questo territorio". Così Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, ha commentato la comunicazione della Provincia di Bolzano sulla candidatura delle Dolomiti nel patrimonio Unesco. La Provincia di Bolzano intende infatti proporre il solo territorio già protetto dai propri Parchi Naturali, una proposta indecente che la stessa Unesco rispedirebbe al mittente. "La nostra proposta - ha aggiunto Ferrante - è invece quella di far diventare la regione dolomitica un grande laboratorio in cui anticipare le sfide più innovative della Convenzione Internazionale per la Protezione delle Alpi, che il nostro Paese ha ratificato con poca convinzione nel 1999. Se il riconoscimento Unesco deve essere solo un’operazione di marketing territoriale, è meglio dedicare le energie a luoghi che hanno più bisogno di notorietà, come molti piccoli centri di quella che rischia di diventare un’Italia minore". La proposta di candidare le Dolomiti nel Patrimonio del Mondo è nata all’inizio degli anni ’90, da una mobilitazione di Legambiente, Mountain Wilderness e SOS Dolomites. Oggi finalmente quella proposta è diventata argomento di discussione tra le istituzioni delle Province (in particolare Trento, Bolzano e Belluno) e il Ministero dei Beni Culturali, con la prospettiva di una presentazione della candidatura già entro il 2005. "Proporre uno striminzito Monumento del Mondo a macchie di leopardo - ha aggiunto Carlo Alberto Pinelli, Presidente Onorario di Mountain Wilderness Italia - per di più circoscritto alle vette dolomitiche già incluse in parchi naturali, equivale a non raccogliere la sfida e a prendersi gioco dell’UNESCO e di tutti noi. Le Dolomiti, dal gruppo di Brenta alla Valle del Ragliamento, rappresentano un unicum ambientale non frantumabile. La spettacolarità indubbia delle loro formazioni rocciose non può prescindere dalla qualità dei fondovalle e dalle armoniche trasformazioni del paesaggio dovute alla laboriosa presenza umana, attraverso i millenni. Anche nei confronti di questa nuova opportunità occorre che la proposta di candidatura delle Dolomiti venga affrontata con il coinvolgimento informato delle popolazioni che oggi abitano quelle stesse valli, ma anche, me lo si lasci aggiungere, con il contributo di idee, di conoscenze, di passione delle associazioni ambientaliste e più in generale di tutti coloro che sulle Dolomiti hanno fatto importanti e motivati investimenti affettivi". L’Italia è uno dei Paesi meglio rappresentati nel ricco carniere del "Patrimonio del Mondo": sono ben 39 i luoghi e monumenti che il nostro Paese si è impegnato a custodire con il riconoscimento dell’UNESCO, dalla Costiera Amalfitana alla città di Venezia, passando per la Val d’Orcia e le necropoli di Cerveteri e Tarquinia, le ultime ad aver ricevuto l’ambito riconoscimento. |
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