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OGM: regalo alle industrie
biotech "Doveva suggerire regole per tutelare i consumatori e i produttori agricoli, in realtà è venuto fuori un testo che tutela soprattutto, per non dire solo, il biotech". Così Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, ha commentato i contenuti del provvedimento stilato dal comitato del Ministero delle Politiche Agricole chiamato a definire le regole di coesistenza tra colture transgeniche e non. I punti maggiormente criticati da Legambiente sono quelli che riguardano le distanze tra colture biotech e non, per impedire le contaminazioni accidentali. "Si tratta di distanze - ha aggiunto Ferrante - assolutamente insufficienti a scongiurare il rischio di contaminazione. Il fatto che possano addirittura azzerarsi nel caso in cui vengano frapposti tra l’azienda tradizionale e quella biotech alcuni fìlari di piante tradizionali è a dir poco stupefacente. Si tratta quasi di un invito a diffondere gli ogm a destra e a manca". Stupisce poi la differenza di trattamento tra biologico e tradizionale: perché le distanze proposte sono diverse se uguali sono i rischi di contaminazione? Nella bozza del provvedimento infatti si indica una distanza minima a 200 metri per il mais e di circa 50 metri per la soia che però può scendere anche fino a zero. "Vorremmo capire poi - ha concluso Ferrante - come sarà garantito l’obbligo di utilizzare macchinari e attrezzi dedicati esclusivamente alla semina e alla raccolta di transgenico. Chi controllerà se un camion che ha lavorato il biotech poi non trasporta anche prodotti tradizionali? Chi verificherà se davvero una mietitrebbia che ha lavorato un campo di mais transgenico poi non sarà utilizzata altrove? Quelle divulgate sono le indicazioni generali. Il regolamento sulla coesistenza vero e proprio sarà stilato a settembre. Saremo pronti a fare tutto quello che è in nostro potere affinchè questa filosofia del via libera quasi incondizionato agli ogm sia rigettato". |
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