Legambiente Online
HomeLegambienteIl portaleMaquis ReloadedLegambiente in ItaliaPhoto GalleryVideoNewsletterFaqScrivi

Rapporto Pesticidi nel Piatto 2005
Oltre il 50% della frutta contiene residui di pesticidi

Metà della frutta commercializzata in Italia è contaminata da uno o più residui di pesticidi. Il 2,2% è addirittura fuorilegge. Per le verdure invece la situazione è leggermente migliore: il 22,7% presenta tracce di pesticidi, l’ 1,2% ha concentrazioni assai pericolose.

Anche i prodotti derivati (olio, pasta, vino, miele ecc.) presentano tracce di molecole chimiche utilizzate in agricoltura nel 13,7% dei casi. Cala però il numero totale dei campioni fuorilegge: era pari al 2% nello scorso anno e scende all’1,4%.

Ecco, in sintesi, il quadro di Pesticidi nel piatto 2005, il dossier elaborato da Legambiente in collaborazione con Salute e Gusto, progetto sulla sicurezza alimentare del Movimento Difesa del Cittadino, che è stato presentato a Roma durante il convegno "Le Agriculture di Pomona: dove il locale coltiva il globale", nell’ambito di Park Life, salone dei Parchi e del vivere naturale.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Francesco Ferrante, Direttore Generale di Legambiente, e Antonio Longo, Presidente Movimento Difesa del Cittadino.

I dati, come sempre, sono stati raccolti da Legambiente presso i laboratori addetti (Asl, Arpa, istituti zooprofilattici). La fotografia della presenza dei pesticidi sui prodotti ortofrutticoli in commercio si riferisce naturalmente all’anno appena trascorso: il 2004.

"I numeri di questo rapporto - ha dichiarato Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente - evidenziano un quadro ancora preoccupante della presenza di pesticidi sulle nostre tavole. Ancora oggi nelle valutazioni ci si basa su una normativa vecchia di oltre 30 anni che non contempla affatto i rischi legati alle sinergie tra diverse molecole chimiche presenti su uno stesso prodotto. Solo il nuovo regolamento europeo (n. 396 del 2005), introduce il concetto degli effetti del multiresiduo ed è quindi importante continuare a considerare in modo diverso i campioni contaminati da uno o da più residui. Controlli sempre più puntuali e una normativa stringente aiuterebbero quindi, a non mettere sullo stesso piano l’agricoltura di tipo intensivo e chimicizzata con quella che punta sulla qualità e sulla sicurezza alimentare".

Nello specifico: su un totale di 3.601 campioni di frutta analizzati, il 52,6% (1.894 campioni tra irregolari e regolari con uno o più residui) sono risultati contaminati da pesticidi.

Per la verdura, ancora come lo scorso anno, vi è un corposo numero di campioni regolari senza residui (77,3% su un totale di 3.478), mentre il numero di quelli regolari con uno o più residui si attesta sul 21,5%.

"I consumatori chiedono continuamente informazioni e pongono domande sulla qualità del cibo - ha dichiarato Antonio Longo, Presidente Movimento Difesa del Cittadino - in particolare su frutta e verdura. Gli sportelli del progetto Salute e Gusto, che dal 2004 MDC sta gestendo con Legambiente in 12 regioni, hanno ricevuto in questi mesi centinaia di richieste di chiarimenti da parte soprattutto di genitori allarmati per quello che viene offerto alle mense scolastiche. I consumatori sono sempre più disponibili anche a pagare prezzi più alti pur di avere frutta e verdura controllate e garantite nella qualità e nella sicurezza: lo dimostra anche il successo di mercato dei prodotti biologici".

Il dossier è disponibile presso i Centri di Documentazione di Legambiente.

Con Legambiente per riscoprire la città storica

Con Legambiente per
riscoprire la città storica


X Marks the Spot

X Marks the Spot, blog
di Legambiente Online


Legambiente Turismo

Legambiente Turismo


Facebook

I Maquis su Facebook
 

© 2005 Legambiente Maquis