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Cosa succede nella bassa
reggiana? Legambiente e Greenpeace hanno chiesto durante una conferenza stampa di "capire meglio il senso di atteggiamenti e azioni delle forze politiche che governano le istituzioni", in relazione alle denunce presentate dai sindaci della bassa reggiana, in risposta alle critiche degli ambientalisti alla "Discarica di Novellara", che appaiono in grave contraddizione rispetto al principio di collaborazione (sussidiarietà) fra pubblico e privato enunciato a chiare lettere nello statuto della regione. Domande precise sono state avanzate anche su alcune altre questioni di grande interesse che riguardano il Po e la "bassa reggiana". Presenti all’incontro oltre ai dirigenti locali di Legambiente, anche Luigi Rambelli, Presidente Regionale di Legambiente; Roberto Della Seta, Presidente Nazionale di Legambiente e Walter Ganapini, Presidente di Greenpeace Italia. I dirigenti di Legambiente hanno dichiarato che il Circolo di Legambiente Novellara aveva ripreso i dati di una indagine "sulla maggiore mortalità per cause perinatali, malformazioni congenite e leucemie fra i residenti delle zone vicine alle aree di smaltimento dei rifiuti"; che i sindaci di 8 comuni (Novellara, Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Reggiolo, e Poviglio) insieme al Presidente della SABAR, la società pubblica che gestisce la discarica di Novellara, non si siano limitati a dire la loro, ma abbiano presentato querela per diffamazione. Poco importava che la notizia fosse stata oggetto di una conferenza stampa di Legambiente Nazionale, già pubblicata da La Nuova Ecologia, desse conto di una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità realizzata in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il CNR di Pisa e che il Circolo locale si sia limitato a riprenderla. Altro episodio: i circoli di Novellara e Reggio Emilia sono ricorsi al TAR di Parma contro una delibera del Comune e della Provincia che ritenevano lesiva dei diritti dei cittadini? AGAC, SABAR e le amministrazioni locali non si sono limitate a opporre le loro ragioni, ma hanno sostenuto davanti al TAR che le associazioni ambientaliste non avrebbero alcun diritto di intervento sulla materia e hanno chiesto che non si entrasse nel giudizio di merito, e ancora, recentemente, un dirigente del Circolo Legambiente di Novellara dichiara che si sta coltivando basilico intorno alla discarica? Non si smentisce la notizia, ma arriva una denuncia a lui e al giornale che ha pubblicato la notizia con la richiesta abnorme di risarcimento danni e l’annuncio che le amministrazioni comunali faranno altrettanto! "Anche se in questo caso si è andati molto più in là - ha detto Luigi Rambelli, Presidente Regionale di Legambiente - non mancano analoghi comportamenti repressivi dell’attività delle associazioni ambientaliste e anche tentativi di limitare l’autonomia delle Guardie Ecologiche Volontarie (con "richiami all’ordine"), anche in altre località della regione allorquando Legambiente ha dato notizia di episodi di inquinamento da industrie, di traffici di rifiuti di dubbia legalità, di azioni lesive dell’integrità del territorio e dell’ambiente". Legambiente ha dichiarato inoltre la propria preoccupazione per il grave silenzio delle istituzioni e delle forze politiche locali, sulla battaglia in difesa del Po, saccheggiato da veri e propri furti di sabbia in grande stile. Su questa vicenda che coinvolge da anni il "grande fiume", mentre le associazioni ambientaliste si sono mobilitate, la questione è stata ripresa da radio TV e giornali nazionali, la Regione Emilia Romagna è intervenuta in qualche modo, l’Arma dei Carabinieri ha indagato, la Procura della Repubblica ha aperto un procedimento giudiziario con avvisi di garanzia, "ma non si è avvertita la necessaria risposta politica e istituzionale a livello locale". "Vorremmo sbagliarci - ha detto Roberto Della Seta, Presidente Nazionale di Legambiente - ma ci sembra che gli amministratori di una terra che vanta grandi tradizioni di partecipazione democratica, davanti alla contestazione delle loro scelte, abbiano rinunciato al confronto politico (fatto a volte anche di scontri aspri) e stiano tentando di usare le denunce per imbavagliare chi, come noi, solleva gravi i problemi del territorio e dell’ambiente. Ci sembra - ha concluso Della Seta - che si stia compiendo un grave errore e che per il bene di tutti la discussione debba essere riportata sul merito dei problemi". "È davvero sconcertante - ha detto Walter Ganapini, Presidente di Greenpeace Italia - che in un’area come la "Bassa Reggiana" le amministrazioni locali rifiutino sistematicamente il confronto politico su problemi di così grande rilievo e si trincerino dietro le toghe degli avvocati. Se si vuole davvero il bene della propria terra, specie se si è convinti di avere ragione, bisogna avere il coraggio di confrontarsi nel merito, fino in fondo, con i cittadini che protestano e con le associazioni che ne interpretano le aspirazioni". |
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