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Legambiente Turismo, una
buona annata Sulle 303 strutture ricettive aderenti in tutta Italia all’Ecolabel "Legambiente Turismo" 11 sono risultate inadempienti. Infatti, il decalogo fissato dai protocolli d’intesa fra le parti (associazioni e consorzi del settore turistico, province, comuni, parchi e comunità montane di 6 regioni d’Italia), prevede che all’inizio di ogni anno si concordino azioni obbligatorie da realizzare per continuare a far parte del progetto. Riguardano la riduzione e la raccolta differenziata dei rifiuti, il risparmio idrico ed energetico, la sicurezza e la tipicità dell’alimentazione, la mobilità non inquinante, la valorizzazione delle bellezze naturali e artistiche locali, la comunicazione alla clientela di ciò che si sta facendo per un adeguato coinvolgimento dei clienti. Purtroppo c’è ancora chi ha malinteso il senso dell’iniziativa di Legambiente, ben diversa dai tanti "premi" o "bandiere" basate su autocertificazioni. I controlli, effettuati a sorpresa ogni anno da Legambiente in tutte le strutture aderenti, sono richiesti anche da VISIT (l’Associazione Europea di cui Legambiente fa parte) e dalla Organizzazione Mondiale del Turismo (WTO) a garanzia della serietà del marchio. Le inadempienze riscontrate nelle strutture escluse sono varie: c’è chi non ha allestito l’angolo della colazione biologica (che alcuni progetti prevedono), chi non cura l’informazione ai clienti sulle caratteristiche particolari di una struttura ricettiva amica dell’ambiente, chi ha messo scarso impegno nella raccolta differenziata, chi non ha installato i dispositivi per il risparmio idrico o le lampadine a basso consumo. Qualcuno ha sommato anche più di una inadempienza. Ma non vi sono soltanto dolenti note. Infatti la stagione dei controlli ha dato un esito estremamente positivo nonostante siano stati realizzati progetti nuovi e quindi vi siano strutture all’inizio di questa esperienza. "L’andamento non esaltante della stagione turistica 2005 - ha commentato Luigi Rambelli, Presidente di Legambiente Turismo - ha visto la richiesta di un maggior impegno sul marketing, di avere altre infrastnitture viarie oltre alle tante già esistenti, corsie autostradali, spese per i grandi eventi promozionali e pressioni per allentare il rispetto delle regole, mentre continua l’attività dei palazzinari in quasi tutte le località turistiche. In questo modo si rischia di rafforzare la spinta a evitare centri che assomiglino sempre più alle città "congestionate e caotiche" dalle quali si cerea di sfuggire con la vacanza. Sono ancora troppo pochi coloro che si interrogano sulla qualità dell’offerta che si mette sul mercato". "Ci sembra opportuno - ha aggiunto Rambelli - valutare anche la situazione, indubbiamente migliore, nella quale si sono trovate le strutture ricettive e le destinazioni turistiche che curano di più qualità ambientale e i vari aspetti dell’ospitalità. Indubbiamente questo dato è anche frutto di un maggior dinamismo e di una capacità innovativa nella gestione e negli investimenti, che andrebbe incoraggiata e supportata anche con incentivazioni economiche". |
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