|
Abusivismo nella Valle dei
Templi: condannato Sodano Si è conclusa con la condanna in primo grado ad 1 anno e 11 mesi per truffa aggravata, falso ideologico e abuso d’ufficio del Sindaco di Agrigento Calogero Sodano, fino allo scorso aprile (2006) anche senatore della Repubblica, la vicenda scoppiata nel gennaio 2001 per iniziativa di Legambiente. Nel ’96, la suocera di Sodano acquistò un terreno all’intemo della Valle dei Templi, dove negli anni Sessanta esisteva una stalla con due grandi recinti all’aperto. Tra il ’97 e il ’98 vi fu edificato a cura dei proprietari un edificio dell’altezza di 1,60 metri e quindi fu presentata al Comune e alla Sovrintendenza di Agrigento la richiesta di ristrutturazione per adibirlo a villa. Legambiente, già nel 2001 scoprì che il cosiddetto vecchio casale era stato costruito abusivamente e che nella stessa ristrutturazione si erano perfino raddoppiati i volumi. I muri erano diventati di 3,70 metri. Scoppiato lo scandalo il sindaco Sodano, denunciò Legambiente per calunnia, dichiarando che tutto era regolare e che egli comunque era estraneo alla vicenda, riconducibile solo e soltanto alla suocera. Le indagini smentirono queste bugie. In quanto emerse che tutti gli assegni per i lavori edilizi, oltre 200 milioni di vecchie lire, erano venuti fuori dai conti correnti del sindaco e da assegni da lui firmati. "Questa della Valle dei Templi - hanno dichiarato Roberto Della Seta, Presidente Nazionale Legambiente, e Giuseppe Arnone, della segreteria nazionale Legambiente e protagonista storico delle battaglie ambientaliste ad Agrigento - è una vicenda gravissima, simbolo di un modo devastante di gestire la cosa pubblica e il territorio. Quella di oggi è una vittoria che ci da soddisfazione di una battaglia lunga tre anni, durante i quali abbiamo più volte denunciato l’illegalità diffusa alimentata ad Agrigento da chi invece doveva garantire la legalità e il rispetto delle leggi". Legambiente ricorda inoltre che Sodano è già stato condannato ad un anno e mezzo definitivo in Cassazione per aver favorito gli abusivi in cambio di consenso elettorale; a due anni e mezzo per un appalto truccato di opere di urbanizzazione, in violazione della normativa sanitaria e ambientale. Ed ancora, ad un anno per avere distribuito agli abitanti di Agrigento in violazione dei suoi doveri di sindaco, acqua non potabile. |
|
|
|
© 2006 Legambiente Maquis |
||