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Clima: quali mosse del Governo
per invertire il trend? "Quali mosse il Governo sta vagliando affinché si possa invertire il trend che vede l’Italia salire nella classifica delle emissioni climalteranti?". Si rivolge direttamente all’Esecutivo Roberto Della Seta, Presidente nazionale di Legambiente, dopo aver avuto conferma del fallimento delle politiche italiane volte a diminuire le emissioni di CO2. I dati derivano da due differenti studi sulle emissioni climalteranti sul territorio europeo, uno pubblicato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, l’altro dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA). "Sostanzialmente - ha aggiuto Della Seta - entrambi i rapporti confermano, peraltro senza nessuna sorpresa, gli aumenti delle emissioni. Ma sono preoccupanti i trend che l’Italia registra". Nel nostro Paese, infatti, l’Agenzia europea conferma quello che Legambiente dice da tempo: rispetto al 1990 abbiamo aumentato di 64 milioni di tonnellate le nostre emissioni (con un aumento del 12,3%), e solo dal 2003 al 2004 il salto è stato dell’1%, ovvero 5 milioni di tonnellate in più. Aumenti dovuti principalmente a trasporto su gomma, produzione di elettricità e calore, raffinazione. Dunque l’Italia è il terzo paese nell’Europa a 25 che "caccia fuori" più gas climalteranti, dopo Germania e Inghilterra. "Ma, mentre questi due paesi - ha spiegato il Presidente di Legambiente - stanno da tempo riducendo le proprie emissioni, l’Italia va in direzione opposta". Andando a vedere i numeri, infatti, la Germania diminuisce comunque dell’1% tra il 2003-2004, e dal 1990 è arrivata ad una diminuzione complessiva del 17,50%, rispetto all’obiettivo della diminuzione del 21%. L’Inghilterra aumenta tra il 2003-2004 dello 0,2% ma ha già raggiunto e superato l’obiettivo del 1990: diminuzione del 14,1%. La Francia, a modo suo, riesce a tenere stabili i valori: sebbene nel 2004 si sia registrato un aumento dello 0,3% sul 2003, sono molto meno lontani da quel meno 0,8% stabilito sui valori del 1990. "Insomma - ha concluso Della Seta - se l’Iea calcola che al 2050 arriveremo con un aumento di due volte e mezzo le emissioni attuali, e il quadro che emerge dallo studio dell’Agenzia europea è questo, come farà l’Italia a tenere il passo con gli altri paesi UE? Non solo, sempre l’Iea suggerisce l’adozione di tecnologie a bassi costi e consumi e un miglior utilizzo delle tecnologie energetiche già esistenti per affrontare le grandi sfide che si pongono di fonte ai policy makers sul capitolo energia. Che piano strategico, se esiste, il nostro governo ha intenzione di adottare?". |
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