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La Toscana autorizza l'abolizione delle monodosi
Non è obbligatorio l'utilizzo di confezioni monodose nel settore alimentare

Con una lettera dell’Ufficio del Presidente della Giunta Regionale, la Regione Toscana ha messo la parola fine ad una serie di interpretazioni della normativa sulla somministrazione degli alimenti che tendeva ad obbligare gli albergatori a fornire nelle colazioni soltanto confezioni monodosi di marmellata, miele, burro ecc.

La vicenda ha interessato Legambiente Turismo (il programma di alleggerimento dell’impatto ambientale del settore turistico sull’ambiente) fin da quando - con l’adozione di un decalogo di buone pratiche di gestione - albergatori e referenti dell’associazione ambientalista si sono proposti di ridurre i rifiuti prodotti dalle strutture alberghiere eliminando progressivamente la presenza di monodosi nelle colazioni dei clienti. Il senso della scelta è chiaro: se la colazione che viene servita alla clientela è composta di prodotti locali acquistati in confezioni maxi (da 250 o 500 grammi) e poi servita con coppette di vetro è più che probabile una qualità superiore con maggiore soddisfazione della clientela e si afferma anche in questo campo il principio della "filiera corta" che consente di favorire i prodotti locali, diminuire la spesa ed evitare le eventuali contaminazioni da parte degli imballaggi in plastica e alluminio.

Le riunioni annuali previste dai protocolli fra Legambiente, Enti Locali e Associazioni di categoria e consorzi di operatori turistici che hanno dato vita ai progetti locali di Legambiente Turismo hanno quasi ovunque optato per la progressiva sostituzione delle monodosi con prodotti di origine regionale o comunque in confezioni grandi.

Questa scelta ha trovato però alcuni ostacoli: da una parte una campagna pubblicitaria e di lobbing delle grandi compagnie che forniscono prodotti per la prima colazione, dall’altra le pressioni di solerti funzionari dei servizi di controllo dell’igiene alimentare che in moltissimi casi hanno spiegato agli operatori turistici che la normativa europea HACCP rendeva obbligatoria la somministrazione esclusiva di monoporzioni imbustate. La pretesa appariva fin troppo strana anche perché in tutta l’Europa vi è una netta prevalenza di servizi di colazione che non vedono monoporzioni ma un’ampia scelta di marmellate, vari tipi di miele, ampie possibilità di una colazione ricca e variata, ma la protesta degli albergatori è giunta a chiedere l’intervento di Legambiente dichiarando di aver avuto indicazioni tassative in questo senso dagli addetti al controllo delle dichiarazioni che prospettavano anche la possibilità di contravvenzioni e/o interventi anche più pesanti.

La protesta è iniziativa fin dai primi progetti locali di Legambiente Turismo che, dopo la positiva esperienza di Riccione degli anni ’98 e ’99, fin dal 2000 si è allargata ad altre località della Riviera Romagnola. Insieme all’Amministrazione Comunale di Bellaria Igea Marina si sono allora rivolti prima all’AUSL di Rimini e poi all’Assessorato Regionale alla Sanità dell’Emilia Romagna, chiedendo ragione del comportamento degli ispettori. Ne scaturirono prima una lettera della AUSL di Rimini che legittimava l’uso delle confezioni di grande dimensione e poi, l’anno successivo, una lettera dell’Assessorato Regionale che ribadiva la possibilità di sostituire le monodosi con la somministrazione degli alimenti sfusi purché la cosa fosse dichiarata nella procedura HACCP e si garantisse l’igiene.

Nel 2005 con l’allargamento ad altre regioni dei progetti locali di Legambiente Turismo, e a diverse località delle Marche, si è posta l’esigenza di intervenire anche lì trovando analoga risposta da parte della Giunta Regionale. Ma la pietra tombale su queste posizioni definibili al minimo "burocratiche" si è avuta con la risposta firmata dal Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta Regionale Toscana che scrive ai suoi assessori precisando che "non esistono normative né nazionali né regionali che obbligano all’uso di confezioni monodose. Le norme sanitarie vigenti consentono infatti più soluzioni, attraverso l’adozione di misure igienico sanitarie adeguate nell’ambito del piano di autocontrollo che qualsiasi responsabile di industria alimentare è tenuto ad adottare".

La lettera ricorda inoltre che "la Regione Toscana ha già emanato una delibera analoga a quella delle Marche, la n. 877 della Giunta regionale del 7/8/2000. Tale deliberazione così come quella della Regione Marche, contiene norme generali di semplificazione e non fa riferimento esplicito all’utilizzo di monodose".

Ma l’affermazione più importante è quella contenuta nella parte finale della lettera in quanto segnala che "i nuovi Regolamenti Ce, in vigore dallo scorso primo gennaio, contengono elementi che tendono alla massima responsabilizzazione dell’imprenditore pur consentendo ampia libertà di scelta del sistema da lui ritenuto più consono alla propria situazione. Da quanto sopra indicato - conclude la lettera - appare, con chiarezza, che la scelta di utilizzare confezioni monodose compete esclusivamente all’operatore alimentare il quale adotta il sistema di garanzia igienico sanitaria per lui più adeguato".

E così ci si avvia - almeno si spera - a togliere gli ostacoli che comunque non hanno impedito ai progetti locali di Legambiente Turismo di poter contare la riduzione di almeno 2 tonnellate di plastica e alluminio.

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