|
Fusignano (RA): ennesimo incidente
alla CM Manzoni Siamo sorpresi non tanto dell'ennesimo incendio alla Manzoni di Fusignano, quanto del comportamento degli organi di controllo. Leggiamo sui giornali che il dirigente locale dell'ARPA sulla base delle assicurazioni (di chi?) dichiara che il magazzino andato a fuoco non conteneva né gomma né nerofumo e spera che "i controlli più approfonditi daranno risultati negativi". Se ne deduce che sono ancora in corso accertamenti. Sarebbero auspicabile da parte di organi di controllo più cautela e la semplice applicazione del principio di precauzione. Alla cittadinanza specie quella che risiede nella fascia interessata dalla nuvola nera levatasi dall'incendio non interessano le opinioni personali dei funzionari dell'ARPA fiduciosi che non sia successo nulla di grave. Ha bisogno di certezze e di norme di comportamento da seguire fiatante che non ci sono appunto "controlli più approfonditi". Adesso si vuole sapere se l'insalata degli orti si può mangiare, se si devono ripulire o lavare le strade per impedire il sollevamento di polveri, vuole sapere - come è avvenuto in altri casi analoghi - se c'è un pericolo di diossina. Non si capisce perché in questi casi, mentre parte dell'azienda è ancora sotto sequestro e a disposizione della magistratura proprio i responsabili di un organo di controllo si affannino a dichiarare che non c'è nessun pericolo. L'osservazione vale anche per l'Amministrazione Comunale, siamo d'accordo che si stia vicini ai lavoratori colpiti che corrono il rischio di rimanere senza lavoro, ma ci chiediamo quale senso abbia la dichiarazione di solidarietà ad un'azienda che ha subito numerosi incendi e che è stata chiamata in causa nuovamente dai cittadini di Fusignano per la diffusione le polveri sottili e che lavora una sostanza dichiarata cancerogena dall'Istituto per la ricerca sul cancro. Sembra si abbia paura di prendere atto che le assicurazioni date dalla Giunta Comunale negli ultimi 10 anni circa la possibilità di avere un'azienda "normale" si sono dimostrate infondate e che la soluzione vera del problema è quella prevista dalla legge e cioè che le aziende insalubri come la Manzoni debbano essere delocalizzate in aree lontane dalle abitazioni e da altre attività produttive. Alla luce degli sviluppi della vicenda Manzoni, il circolo Legambiente Antonio Cederna di Lugo, con l'ausilio della Direzione Regionale, ha deciso di rivolgersi direttamente alla Procura della Repubblica di Ravenna con un esposto formale, per avere la possibilità di poter partecipare con propri periti agli atti di competenza dell'autorità giudiziaria che prevedono la presenza delle parti che si ritengono danneggiate a vario titolo. La Direzione Regionale dell'associazione, alla quale spetta a norma dello statuto sociale l'azione a questo livello, ha perciò incaricato formalmente l'Avv. David Zanforlini, Responsabile del Centro di Azione Giuridica di Legambiente, di procedere in questo senso. "Crediamo - ha commentato Luigi Rambelli, Presidente di Legambiente Emilia Romagna - che a distanza di 10 anni dalle prime iniziative della nostra associazione su questa vicenda e visti i risultati delle rassicurazioni nelle quali si sono prodigati gli amministratori in questo periodo che questo atto sia necessario. Pensiamo anche - ha aggiunto Rambelli - che sia opportuno che l'Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente valuti l'opportunità di un rafforzamento qualitativo della propria presenza nell'area lughese". |
|
|
|
© 2007 Legambiente Maquis |
||