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proposte di Legambiente per una regione verde e innovativa
Nucleare, rifiuti,
consumo di suolo, trasporti, energie rinnovabili e partecipazione
In
vista delle elezioni ormai imminenti, Legambiente Emilia Romagna chiede ai candidati
alla presidenza regionale di sottoscrivere 6 punti qualificanti per coniugare
modernità e benessere, con sostenibilità e tutela del territorio:
- UNA RIVOLUZIONE
ENERGETICA REGIONALE - L'Emilia Romagna diventi una regione guida sul tema
del risparmio energetico e l'uso delle fonti rinnovabili: per questo occorre che
tutti i Piani della regione adottino e superino gli obiettivi europei del 20-20-20
20% riduzione dei consumi di energia, 20% utilizzo di fonti rinnovabili, 20% riduzione
delle emissioni di CO2).
- UN PIANO DI
RIDUZIONE RIFIUTI - I candidati si impegnino ad adottare uno specifico piano
di riduzione rifiuti e promozione della raccolta differenziata, in modo da limitare
il consumo di nuove materie prime e ridurre il ricorso a discarica ed incenerimento,
che devono essere concepiti come soluzioni davvero residuali. Se i Comuni difficilmente
possono avviare azioni strutturali sul tema della riduzione, la Regione ha invece
un potere legislativo che le da la possibilità di incidere in modo deciso
su questo tema.
- UN TETTO AL
CONSUMO DI SUOLO - Dopo sei decenni di crescita urbanistica inarrestabile
ed interi tratti del territorio compromessi (ad esempio l'area costiera o la striscia
della Via Emilia) occorre che la Regione fissi un quantitativo limite di cementificazione
da non superare. Indispensabile istituire un sistema informativo sul consumo di
suolo.
- UN RIPENSAMENTO
DEL SISTEMA DEI TRASPORTI - Per uscire dall'emergenza cronica dello smog e
diminuire la dipendenza dal petrolio occorre attuare un rinnovamento strutturale
del sistema di mobilità. Serve un piano che metta al primo posto gli investimenti
per sistemi di trasporto collettivi, efficienti e competitivi con l'auto, soprattutto
nei centri cittadini e per la mobilità pendolare.
- UN NO CHIARO
AL NUCLEARE - II cammino verso risparmio energetico e rinnovabili non lascia
spazio ad una improvviso ritorno al nucleare. Si tratta di una tecnologia con
impatti potenzialmente elevatissimi, per cui mancano progetti seri per lo smaltimento
delle scorie, che ci lascia comunque dipendenti dall'estero per il combustibile.
Oltre a questo, investire sul nucleare significa sottrarre importanti risorse
pubbliche alle rinnovabili (pulite, diffuse sul territorio e con ampi indotti)
per investire su una tecnologia monopolistica e a scarso ritorno occupazionale.
- DEMOCRAZIA
E PARTECIPAZIONE - Strutturare processi di reale partecipazione dei cittadini
nel confronto sui temi ambientali (prevenzione dei rischio, tutela della salute,
qualità della vita). Occorre individuando procedure informative e percorsi
decisionali che aiutino ad anticipare i conflitti e a raggiungere il consenso
prima dei grandi interventi di
modificazione del territorio.
La
regione Emilia Romagna, nonostante il momento di crisi economica e le diverse
emergenze ambientali, è ancora un territorio che ha le risorse per concretizzare
un progetto ambizioso: quello di essere una delle avanguardie nel cammino tracciato
dalla UE verso una società a basso tenore di CO2 che garantisca livelli
elevati di benessere sociale.
Il
tessuto economico e la coesione sociale della regione, unita ad un buon apparato
pubblico e di ricerca, costituiscono le premesse per pensare ad obiettivi di ampio
respiro. Quello che ormai tutti si aspettano dalla politica è di abbandonare
la semplice gestione della quotidianità per pensare a strategie che riguardino
il futuro delle prossime generazioni. Per questo chiediamo ai candidati presidenti
di raccogliere le nostre proposte e sposarle pubblicamente.
Al
primo posto delle richieste la questione energetica, vista non solo come una chiave
di volta per la lotta ai cambiamenti climatici, ma anche come settore trainante
di un'economia più verde. Le fonti rinnovabili, assieme agli interventi
di risparmio energetico possono generare un elevato numero di posti di lavoro
tra progettisti, costruttori, impiantisti e manutentori. Anche in questo caso
servono però indicazioni chiare per premiare e agevolare le iniziative
virtuose e scoraggiare le pure speculazioni.
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