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Con Legambiente per riscoprire la città storica
Progetto dei "Maquis" di Legambiente con visite guidate alle mura e al sistema dei canali

Molti spazi della città moderna sono spesso dei "non luoghi", zone anonime in cui si è perso il legame tra città, storia e abitanti, spesso abbandonate al degrado. La stessa Porta Galliera a Bologna, dove ha sede Legambiente, è stata "liberata" negli scorsi anni dal ruolo di mero spartitraffico grazie ai lavori di recupero e restauro che hanno coinvolto tutta piazza XX Settembre, ma ciò nonostante, la situazione sociale che vi gravita intorno rende questa e altre zone storiche della città dei luoghi in cui transitare velocemente, magari abbassando lo sguardo davanti a scene quotidiane di degrado.

Riscoprire la città storica, recuperare l'identità di questi luoghi, può essere uno strumento per coinvolgere i cittadini, e soprattutto le giovani generazioni, nel ripensamento della città in cui vivono, per renderla più vivibile e partecipata: non più non luoghi, ma spazi visibili, luogo di incontro e scambio di informazioni, nonché sicuramente un biglietto da visita della città che può coniugare storia, ambiente ed economia turistica.

Il progetto dei "Maquis" di Legambiente per riscoprire la città storica intende valorizzare la storia della città di Bologna, attraverso una serie di iniziative di valorizzazione e di educazione ambientale, aprendo una finestra sulla storia e l'identità della città che può avere interessanti ricadute sull'offerta turistica della città di Bologna, ma soprattutto avviare un progetto di ripensamento generale della qualità urbana e di restituzione di spazi alla fruizione dei cittadini; un'iniziativa che va vista all'interno di un progetto più ampio di valorizzazione della città e del territorio in cui viviamo.

Bologna, Porta Galliera e le mura: L'originaria Porta Galliera, di cui ora rimangono solo dei disegni dell'epoca come testimonianza, fu costruita nel XIII sec, infatti era una delle 12 porte d'ingresso alla città, quando Bologna fu racchiusa dall'ultima cerchia di mura. La vecchia porta trecentesca aveva la forma di una torre quadrangolare posta a cavaliere della strada con antistante ponte levatoio, che consentiva il superamento del fossato, largo circa 8 metri, poggiandosi su un avancorpo in muratura.

La Porta attuale è quella che fu ricostruita tra il 1659 e il 1663, insieme ai tratti di mura adiacenti, sul progetto finale di Provaglia, distruggendo la struttura originaria che era fortemente dissestata. La nuova costruzione presenta due facciate: quella rivolta verso l'esterno più severa e minacciosa, per sottolineare l'aspetto difensivo; l'altra, dalla parte interna alla città, dai lineamenti barocchi.

Nel 1777 tutti i ponti levatoi delle porte di Bologna furono sostituiti da ponti in pietra, perché le catene di richiamo, sbattendo contro la porta, causavano continui contraccolpi alle strutture, obbligando a frequenti e costose riparazioni dei casseri.

Nel 1848 la Porta fu protagonista dell'evento militare più importante del Risorgimento Bolognese: l'8 Agosto attraverso di essa il popolo bolognese scacciò gli austriaci e la Porta divenne un "Monumento alle patrie memorie", titolo che la salvò da mutilazioni edilizie negli anni novanta, quando furono abbattute le mura e avviate delle trasformazioni urbanistiche per la nuova viabilità.

Ogni venerdì mattina si svolgono le visite guidate a Porta Galliera, alle mura e al sistema dei canali, per informazioni e prenotazioni potete scrivere all'indirizzo portagalliera@legambienteonline.it

Nel canale video di Legambiente Online è inoltre il documentario realizzato da Alberto D'Agostino e Marco Faniello che spiega le caratteristiche del progetto e un breve "trailer" su Porta Galliera.

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